08/05/2026 SaraJevo Giorno 1
La sveglia era impostata per le 4:00. Il piano era semplice: alzarsi con calma, finire le ultime cose rimaste in frigo, bersi un caffè come si deve. Il mio cervello aveva altri programmi. Convinto per qualche motivo imperscrutabile che la sveglia suonasse “per sbaglio”, ho continuato a posticipare fino alle 4:30. A quel punto ho fatto i conti: perché fare colazione con calma quando puoi vestirti in dieci minuti e scappare in aeroporto? Detto, fatto. E ovviamente sono arrivato con un anticipo imbarazzante. Ogni volta che mi succede penso al mio amico Riccardo, per cui il ritardo è una filosofia di vita e inizio a capirlo. Ho lasciato l’auto al parcheggio prenotato la sera prima, anche se ero convinto di averlo fatto giorni fa (il mio PayPal la pensava allo stesso modo, ma la prenotazione non si trovava da nessuna parte). I controlli di sicurezza nessun problema, anche se ho scoperto che all’aeroporto di Bergamo hanno rifatto tutto: i controlli sono adesso al primo piano, dettaglio che nessuno si è preoccupato di comunicarmi. Passati i controlli alle 5:45 dopo essermi maledetto per non essere rimasto a letto un’altra ora guardo il tabellone delle partenze. Il volo è in ritardo. L’unico. Decido allora di fare quella colazione con calma che avevo in programma di fare a casa, ma la FOMO ha già vinto: mi metto a passeggiare e mi imbatto nel bar della Bauli (sì, quelli dei panettoni). C’è troppa gente, aspetto un po’. Faccio un giro. Sono tutti pieni. Torno lì, e scelgo proprio quel bar solo perché hanno le brioche salate amo la colazione salata 🤤 alla modica cifra di 10€ (spoiler: ero da solo). In piedi al bancone, brioche, spremuta. Permanenza totale: cinque minuti. Proprio con calma. Mi sono però tenuto il caffè per un secondo momento, e quello almeno sono riuscito a berlo senza fretta. ...