Forse qualcosa è cambiato. Per chi mi conosce bene, è cambiato più di qualcosa ma qui parlo di tecnologia, non di tutto il resto.
Perché un blog, nel 2026
Fin da quando ho scelto di aprire questo spazio, l’ho fatto per un bisogno semplice: avere un posto che fosse solo mio. Un angolo dove raccontare qualcosa senza stare nella vetrina di qualcun altro.
Una volta usavo Twitter, ma non è più uno spazio che mi rappresenta. L’account esiste ancora, ma non faccio l’accesso da oltre un anno. Ho uno spazio su Instagram, ma non riesco a trovarmi a mio agio in quel flusso infinito di contenuti.
Ecco perché un blog.
Ha i suoi pro e i suoi contro. Quello che scrivi rimane non è effimero, non è temporaneo. Il messaggio deve essere chiaro prima di tutto a te stesso, perché poi devi essere in grado di giustificarlo. Errori, sbagli, pregi e difetti sono solo i tuoi.
Il percorso tecnico: da Hugo a Notion e ritorno
Ora la parte tecnica. Il primo tentativo è stato con Hugo, che richiede una certa dose di competenze per mettere su un sito in JavaScript. Mi sono arreso e sono passato alle pagine pubbliche di Notion. Per qualche mese sono andato avanti così.
Sembrava la soluzione giusta, ma poi mi sono scontrato con la fatica di gestire le configurazioni. Alla fine ho riprovato Hugo e, con un piccolo aiuto dell’IA, sono riuscito a portare a casa un primo risultato.
Per ora mi soddisfa, ma voglio sperimentarlo anche in viaggio per capire se riesco a gestire tutto in mobilità nel mio prossimo viaggio a Sarajevo.